1987-­2017 Vetrospettiva

VETROSPETTIVA -s. f. [femm. sost./ agg. [comp. di vetro- e lat. -spectivus di aggettivi der. da verbi composti con specĕre «guardare» (come inspectivus da inspicĕre, prospectivus da prospicĕre, ecc.), sull’esempio del fr. rétrospectif].

Neologismo che deriva dalla celebrazione dei 30 anni del vetro in cucina, per indagare gli avvenimenti che hanno prefigurato e concesso l’introduzione del vetro come materiale nel settore dell’industria cuciniera e che hanno potuto determinare le condizioni attuali in cui il vetro è protagonista nella progettazione e costruzione dei masterpiece di Valcucine.

“Ho sempre considerato il vetro un materiale magico la cui lavorazione genera mistero da tremila anni. Eco-sostenibile e resistente, il vetro rispecchia la filosofia che caratterizza il mio modo di fare design, teso alla ricerca del benessere in cucina perché risponde perfettamente alle esigenze di chi la vive e perché riesce a creare uno spazio sensoriale, materico e soprattutto sano.” racconta Gabriele Centazzo, designer di Valcucine.

Nel 1987 Valcucine introduce l’uso del vetro, con un’intuizione, riconoscendone valore per funzionalità ed estetica. Puro e prezioso, il vetro è infinito nelle sensazioni che trasmette: vetri lucidi che amplificano lo spazio, vetri opachi dalla raffinata morbidezza, vetri tattili con disegni che “vibrano” al tocco della mano, vetri tessili che sposano la morbidezza del tessuto.

Valcucine celebra questo anniversario nella sua boutique a Brera, offrendo una retrospettiva sul vetro volta a presentare lo spirito pionieristico e la visione ecosostenibile di Valcucine, che ha anticipato i tempi e le necessità del vivere la cucina provocando un cambio di paradigma in tutto il settore sia dal punto di vista stilistico sia da un punto di vista costruttivo, introducendo il principio “glass is more”.

In esposizione una versione speciale di Artematica  Invitrum: la cucina 100% in vetro e alluminio diventa concept trasparente e sfida le leggi della statica, sostenendo il lavabo di oltre 200 kg di pietra, che ricorda le antiche fonti. ll rubinetto a fontanella è collocato su una struttura a ponte posta sopra il lavabo: l’acqua sembra uscire, come per magia, da un punto sospeso; una scelta stilistica che trasmette alla cucina una sensazione al tempo stesso di leggerezza e potenza naturale. Un’astrazione estrema, un fenomeno o una fuori serie senza tempo da ammirare per una settimana.

L’installazione al Fuorisalone 2017 è un progetto, scultoreo e plastico, si sviluppa lungo una dorsale che, dall’interno della boutique arriva sino alla strada. Attraverso 120 metri di vetro, 106 fianchi Invitrum, 800 metri di strip lead e 8 tagli di luce vengono narrate le tappe di evoluzione del cammino intrapreso da Valcucine.

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