Ho dedicato la mia vita a cercare di capire cos’è la bellezza [Gabriele Centazzo. Estratti dal catalogo SineTempore.]

Ho dedicato la mia vita a cercare di capire cos’è la bellezza. Ho sempre discusso animatamente con chi dichiara che la bellezza estetica sia un fatto relativo, soggetto alle mode, alla cultura del luogo, etc. Si, tutto questo è vero, ma si tratta solamente dell’aspetto più superficiale della questione. Esiste una bellezza profonda che è ancestralmente impressa dentro di noi e che ogni uomo possiede, anche l’uomo della strada. Uno degli elementi di questa bellezza è l’armonia della diversità. Armonia e diversità sono valori assoluti.

Se vogliamo creare bellezza, non possiamo dissociare la diversità dall’armonia. Ce lo insegna anche la natura: guardate un bosco in autunno, tra milioni di foglie non ne troverete due identiche ma l’insieme è in perfetta armonia. Proviamo a inserire in un bosco un albero con le foglie blu: anche l’uomo della strada dirà che stona.

L’armonia tra uomo e natura non va distrutta! Occorre considerare la bellezza come il bene maggiore comune a tutti, come un capitale che è di tutti, ma soprattutto delle generazioni future. Si tratta di una ricchezza che rende anche sul piano economico, oltre che su quello morale e culturale.

 

La natura, se sappiamo osservarla attentamente, costituisce una fonte inesauribile d’ispirazione. Pensiamo a un bosco in autunno: milioni di foglie dalle tonalità differenti, non una uguale all’altra, eppure l’insieme risulta di una bellezza impareggiabile, assoluta, oggettiva. È l’armonia della diversità.

Nel mondo della terra, dell’agricoltura, del lavoro artigiano, possiamo ritrovare la stessa infinità varietà, legata alle stagioni, alle colture, ai mestieri, ai paesaggi, ai colori, ai profumi. Partendo dall’esempio della natura e delle attività umane legato ad essa, i migliori artisti cercano, da sempre di ricreare questa bellezza.

L’ambiente naturale e la civiltà contadina rappresentano, inoltre alcuni dei valori importanti anche per la società del futuro: la parsimonia, l’uso attento delle risorse, il rispetto per la natura e la volontà di tramandare il suo capitale alle nuove generazioni.

 

Dobbiamo impegnarci a costruire le due colonne portanti della creatività e della bellezza, che ci daranno possibilità di lavoro nell’innovazione, nell’arte, nel design, nella personalizzazione con l’artigianato.

 

Gabriele Centazzo.

[Estratti dal catalogo SineTempore]

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