Una cucina come rifugio tra le montagne di Courmayeur
All'interno del complesso “La Montanina”, a Courmayeur, questo appartamento si inserisce in un contesto di rara intensità paesaggistica e storica. Da un lato la presenza maestosa della catena del Monte Bianco, dall'altro il verde profondo del parco Abbé Henry, con pini e abeti secolari che avvolgono l'architettura in un'atmosfera silenziosa e raccolta.
È qui che prende forma una piccola casa di vacanza pensata per una giovane famiglia: un rifugio intimo, essenziale e prezioso, dove riconnettersi con il tempo lento della montagna e con la dimensione autentica dell'abitare.
Lo spazio è completamente avvolto dal calore del legno, protagonista assoluto del progetto. Pavimenti e rivestimenti in rovere antico definiscono gli ambienti più raccolti e accoglienti, dalla cucina al soggiorno fino alla zona notte, mentre piccoli punti luminosi alle pareti, come gioielli discreti, scandiscono il perimetro degli spazi con una presenza calda e fedele.


La cucina: presenza e misura
La cucina occupa un punto nodale dell'abitazione, collocata tra il soggiorno interno e il terrazzo, un vero e proprio soggiorno all'aperto, un dehors di montagna. In questa posizione di passaggio e relazione, diventa l'elemento che connette e tiene insieme i due principali ambiti della casa.
Pensata completamente a vista, la cucina doveva rispondere a una duplice esigenza: essere funzionale e, al tempo stesso, esprimere una qualità estetica capace di dialogare con lo spazio circostante.

Il progetto, dell'architetto Silvia Zauli per Valcucine Milano Brera | Spotti, ruota attorno all'isola Genius Loci in Vitrum Lucido Campo di Grano. Il tono caldo e luminoso si accorda alla materia lignea e riflette lo spazio con sfumature dorate, emergendo come un elemento prezioso all'interno dell'ambiente.
A questa presenza si contrappone la composizione a parete, che definisce la zona operativa con un linguaggio più rigoroso. Le ante Angel Skin in Nero Laccato e il top in granito Nero Assoluto delineano uno spazio di lavoro essenziale, dal carattere più materico e silenzioso. La scelta del nero costruisce un fondo elegante e discreto, capace di sostenere l'insieme senza sottrarre centralità agli elementi più luminosi. Una presenza che richiama la profondità del paesaggio alpino e la forza quieta delle montagne, mentre la finitura soft touch introduce una dimensione tattile, morbida e ovattata.
In questo equilibrio, la cucina si configura come un vero centro di gravità domestico: essenziale nelle funzioni, misurata nella presenza, interpreta il vivere contemporaneo in montagna come esperienza di relazione, continuità e intimità.
“Tutti gli arredi hanno una forte identità materica e insieme creano un equilibrio compositivo avvolgente, molti sono su disegno, pensati in legno, nella sua forma più pura e primitiva. Soprattutto per il dehor: Ceppi con corteccia, travi non trattate, che, come gli alberi del bosco secolare di fronte, restano stabili e ferme, come presenze costanti durante tutte le stagioni, a scandire, con la loro mutazione materica, il tempo che percorrerà questi spazi” racconta l'architetto Silvia Zauli.
Materie vive che dialogano con il terrazzo affacciato sul parco privato e partecipano pienamente a questa visione. Il bosco secolare diventa così una presenza continua, che entra nello spazio domestico e ne accompagna il ritmo in un rapporto profondo e silenzioso con la natura.
Architettura by Silvia Zauli Studio
Styling by Martina Sanzarello
Ph credits by Simone Furiosi










