Archigraphica con Pensile Vela vince gli Archiproducts Design Awards 2025
Archigraphica con pensile Vela, firmata da Gabriele Centazzo, si aggiudica l'Archiproducts Design Award 2025 nella categoria Kitchen. Dopo il riconoscimento ottenuto nel 2024 con Artematica + New Logica, Valcucine conferma anche quest'anno la propria capacità di coniugare rigore formale, innovazione tecnologica e sensibilità materica. Un risultato che riafferma la continuità di una visione coerente e in costante evoluzione.
Il premio, annunciato ieri sera al Superstudio Più di Milano, celebra l'eccellenza del brand nel ridefinire i paradigmi della cucina contemporanea.
Giunti alla loro decima edizione, gli Archiproducts Design Awards (ADA) rappresentano un punto di riferimento internazionale per la cultura del progetto. Nati nel 2016 e promossi da Archiproducts, una delle principali piattaforme digitali dedicate all'architettura e al design, gli ADA hanno l'obiettivo di valorizzare le eccellenze che contribuiscono a migliorare la qualità dell'abitare attraverso nuove idee, materiali e processi produttivi.
Ogni anno, una giuria composta da architetti, designer, artisti e direttori creativi di fama mondiale è chiamata a valutare centinaia di candidature provenienti da tutto il mondo. I prodotti selezionati si distinguono per la capacità di interpretare il design contemporaneo con uno sguardo rivolto al futuro, premiando l'eccellenza, la sostenibilità e la ricerca come elementi fondamentali dell'innovazione.


Con Archigraphica, Gabriele Centazzo esplora la dimensione architettonica del legno, interpretandolo non come semplice rivestimento ma come materia strutturale, viva e generatrice di forma. Il progetto introduce un segno grafico tridimensionale che percorre i frontali come un disegno prospettico, evocando la facciata di un edificio. Un profilo in noce massello avvolge i fianchi e il piano di lavoro, trasformandosi in dettaglio estetico e funzionale: una maniglia sottile, perfettamente integrata nella geometria della composizione.
L'essenza di Archigraphica risiede nel suo equilibrio tra materia e linguaggio, tra calore naturale e precisione costruttiva. Il progetto si traduce in un'architettura per l'abitare, in cui il disegno non è ornamento ma struttura, e la materia diventa espressione del pensiero progettuale.
La composizione si completa con il pensile Vela, che reinterpreta il tema dell'apertura attraverso un movimento fluido e silenzioso. La leggerezza del gesto e la purezza della forma si incontrano in un equilibrio che definisce una nuova idea di funzionalità estetica.
È un progetto che parla di memoria e contemporaneità, di rispetto per la materia e di libertà formale. Un esercizio di sintesi che ribadisce la capacità di Valcucine di integrare innovazione e sapere artigiano in un linguaggio progettuale coerente e senza tempo.

Il panel dei giurati degli Archiproducts Design Awards 2025
La giuria internazionale degli Archiproducts Design Awards 2025 riunisce voci autorevoli provenienti da architettura, interior e product design, direzione creativa e arti visive. Dall'ospitalità di lusso al design computazionale, dal colore alla fotografia, il panel abbraccia un orizzonte ampio e inclusivo.
Tra gli interior di punta troviamo Claudia Afshar, fondatrice dello studio omonimo a Los Angeles, mentre il fronte italiano è rappresentato anche da AMDL CIRCLE, la realtà guidata dal team di Michele De Lucchi; dal designer e art director Giulio Cappellini e dall'interior designer Daniele Daminelli, fondatore di Studio 2046. Accanto a loro, la direttrice di Dubai Design Week Natasha Carella e la coppia di progettisti milanesi Quincoces-Dragò portano uno sguardo trasversale sul rapporto tra brand, progetto e cultura. Dall'Australia arriva Melissa Bright, co-fondatrice di Studio Bright, mentre dagli Stati Uniti la scena è arricchita dall'architetto Michael Chen K. (MKCA) e da Matthew Grzywinski, co-founder di Grzywinski+Pons.
La giuria include figure di primo piano della progettazione architettonica internazionale: Francine Houben, fondatrice di Mecanoo; Giorgos Karampelas, creative director di k-studio; Yama Karim, partner di Studio Libeskind; Pitsou Kedem, alla guida dell'omonimo studio; il giapponese Satoshi Kurosaki, fondatore di APOLLO Architects; e Jakob Lange, partner e Head of Product Design di BIG – Bjarke Ingels Group. Dal mondo degli studi europei arrivano inoltre i29 e Norm Architects, portatori di una poetica essenziale e materialmente consapevole.
Sul versante del product e della direzione creativa, il panel comprende Mike Holland, Senior Partner e Head of Industrial Design in Foster + Partners; Gabriele Chiave, oggi VP Global Creative Direction Design & Innovation presso ELC e direttore creativo di Controvento; Christophe de la Fontaine, designer e co-founder di Dante – Goods and Bads; Flavien Servaes, Head of Product Design presso Vincent Van Duysen Architects; e Lucia Mantero, Owner e Product Management Director di Mantero Seta. Dal fronte digitale e sperimentale si distinguono Tim Fu, pioniere dell'AI-aided design, e la colourist e fotografa Tekla Evelina Severin.
Lo sguardo si allarga inoltre al dialogo con le arti e la cultura del design. Llisa Demetrios, Chief Curator dell'Eames Institute, porta l'eredità progettuale del Modernismo californiano; Eligo Studio rappresenta l'anima curatoriale e progettuale milanese; la creativa multimediale Pilar Zeta innesta arte e immaginari digitali; l'architetta brasiliana Juliana Lima Vasconcellos collega interior, residenze e hospitality; la designer e imprenditrice cinese Li Xiang (X+Living) riflette sul retail esperienziale. Completano il quadro il designer Tiziano Guardini, Nils Becker (Designheroes) e Keiji Ashizawa, firma giapponese che unisce artigianato e minimalismo.
Accanto alla giuria principale, partecipano anche Mario Cucinella (MCA e fondatore di SOS – School of Sustainability), il duo Formafantasma, Carlo Ratti (Carlo Ratti Associati), Ursula Tischner (econcept), Baillie Mishler (PROWL Studio) e Zehao Liu (Solaris Community).












